Recensioni

Il peso soffocante di una piuma - Agosto 2001

Articolo di Barbuggiani pubblicato sul quotidiano "L'Adige" di Verona in agosto 2001.

Monologhi rosa

L'estate Teatrale Veronese delle compagnie scaligere ha visto la messa in scena di ben due monologhi al femminile, entrambi ispirati a vite realmente vissute e del pari emblematiche del caleidoscopico mondo delle donne.L'estate Teatrale Veronese delle compagnie scaligere ha visto la messa in scena di ben due monologhi al femminile, entrambi ispirati a vite realmente vissute e del pari emblematiche del caleidoscopico mondo delle donne.
G.T.V. Niù ha presentato "Notturno" di e con Lucia Barini, revisione drammaturgica di Andrea De Manincor, che cura anche la regia...
"Il peso soffocante di una piuma" tratto da "I giorni dell'ira" di P. Crepet e G. De Cataldo, presentato da Tabula Rasa con la regia di Giancarlo Dalla Mura, è invece la tragica storia di una vita segnata dalla malattia fisica e dal disagio psichico causati da un problematico rapporto con la figura materna, frigida e narcisista, bulimica e alcolista. Finirà nel peggiore dei modi: con un matricidio e un tentato suicidio.
I meccanismi che portano a tanto epilogo sono seguiti con la minuzia e la perizia degli esperti, quali sono gli autori, psichiatra l'uno, magistrato l'altro; con asettica obiettività che lascia allo spettatore ogni giudizio, evitando sia l'eccesso di comprensione sia il rigore giustizialista. I fatti si susseguono ai fatti, gli stati d'animo prendono corpo e si delineano in un terribile crescendo fino a formare quella soffocante ragnatela di cui la protagonista si sente prigioniera senza via di scampo.Sara Callisto dà una interpretazione tesa e sofferta, dalla varia gamma espressiva e dai molteplici registri vocali. Ora rannicchiata a terra, ora avvinghiata a una sedia, quasi mai in posizione eretta. Costretta entro una sorta di claustrofobica scatola nera, dà sfogo alla rabbia e alla sofferenza di un'anima oberata di violenza inespressa con toni spaventati, sovraeccitati, esasperati; sempre scioccati e scioccanti. Bravissima, senza mai un calo di tensione, sul costante vibrare dell'affannoso respiro di un'ansia irrisolta.

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