RASSEGNA STAMPA 2002: cosa hanno scritto di noi ...


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"LE BARUFFE CHIOZZOTTE"

 

L'Arena di Verona

 

Il Giornale di Vicenza

 

Giornale "L'Arena di Verona"

PRESENTAZIONE RECENSIONE
Venerdì 23 Agosto 2002
Stasera il debutto

«Le baruffe», il Goldoni di Tabula Rasa

Dopo il recital al Chiostro di Santa Maria in Organo di Solimano Pontarollo nel monologo "Peste! Processo agli untori", per la rassegna Teatro nei cortili , la compagnia Tabula Rasa da stasera al 1° settembre con inizio alle 21 debutta in un classico goldoniano, "Le baruffe chiozzotte", con scene e regia di Giancarlo Dalla Mura, costumi di Elettra Guidi su disegni della stilista Francesca Bertaso, luci di Cristina Martini e Giorgio Mafficini e l'audio di Anna Migliano. Con 14 attori in scena la commedia, una delle più celebri "d'ambiente" del celeberrimo veneziano è una delle poche in cui il paesaggio fisico è meno importante di quello umano e sociale. Il moto dell'animo ispira Goldoni in questo lavoro che ha tutte le caratteristiche corali per essere definita anche "commedia di conversazione" in cui la parola diventa il principale strumento di espressività e virtuosismo verbale.
Nell'essenzialità del testo Tabula Rasa ha messo un ritmo incalzante ed è la foga dei personaggi a dar vita all'azione in una ambientazione che ha come motore il continuo movimento. Gli attori impegnati nella rocambolesca vicenda sono Stefano Spiller, Laura Dal Bianco, Sara Callisto, Francesco Dalla Riva, Roberto Macchi, Tiziano dal Bianco, Marinella Castellini, Laura Nicolini, Alessandra Adami, Marta Creston, Patrizia Guerzoni, Alessandro Venza e Thomas Carraro che si alterna a Marco Piccoli. (m.p.)
 

 

 

 

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Sabato 31 Agosto 2002
Chiostro di S.Maria in Organo. Tabula Rasa mette in mano alle donne il sale della disputa in un confronto col sesso maschile

Baruffe e pari opportunità

Hanno la lingua lunga e basta un niente a provocarle. Quando poi quel «niente», si fa per dire, è materia che porta i pantaloni allora la disputa diventa feroce e nulla può tener la briglia delle donzelle. Al Chiostro di Santa Maria in Organo per la rassegna «Teatro nei cortili» la compagnia Tabula Rasa ha messo in scena con successo e ottima affluenza di pubblico la commedia di Carlo Goldoni «Le baruffe chiozzotte» per la regia di Giancarlo Dalla Mura: uno spettacolo all'insegna della verve femminile nel quale appunto le popolane, in bei costumi realizzati da Elettra Guidi, sono sale e pepe della vicenda e l'ago della bilancia nel pesare la personalità dei maschi e della femmine messi a confronto quando è la gelosia a farla da padrona e la necessità di una dote per potersi farsi sposare. La brillante commedia di conversazione è stata ottimamente interpretata dai valenti attori della Tabula Rasa che sotto la guida del bravo regista hanno tirato fuori le unghie in una dinamica, omogenea e frizzante messa in scena che non sfilaccia ma fa l'orlo alle battute con tutto il cast all'insegna delle «pari opportunità recitative» ottimamente rispettate.
L'ambiente prende forma proprio attraverso un dialogo incessante e incalzante che da verbale si trasforma in plastico ed anche se «Chiozza» è più suggerita che descritta, acquista rilievo proprio attraverso la nobiltà del vernacolo e dei suoi risvolti virtuosistici dalla cadenza musicale centrando in pieno l'obiettivo di Goldoni di far risaltare nella storia non tanto l'ambiente, ma gli animi, o meglio il moto d'animo che di battuta in battuta, tra orgoglio offeso, cocciutaggine, litigi amori, rabbia, contrasti e dispetti, trionfa in un lieto fine confermando il motto universale che recita «senza azione non si ottiene nessun risultato» e tanto meno in una piccola cittadina di pescatori e di alacri ricamatrici al tombolo, tanto alacri quanto il loro temperamento.
Repliche fino a domani con inizio alle 21.
Michela Pezzani
 

 

"Il Giornale di Vicenza"

Martedì 12 Novembre 2002

Teatro/1. Buon lavoro della compagnia "Tabula Rasa" a Bertesina

È tutta colpa della "suca baruca" se a Chioggia scoppia la baruffa

Non delude il pubblico il meccanismo comico ideato da Carlo Goldoni

 Vicenza. Il Teatrino di Bertesina, piccolo ma delizioso spazio dove si respira il sapore genuino delle recite popolari di una volta, si è riempito di pubblico in occasione dell’avvio di una mini rassegna dedicata a Carlo Goldoni. Assieme alle tre commedie goldoniane presentate in primavera, questo secondo ciclo di proposte forma un percorso articolato e interessante sul lavoro del grande Avvocato veneziano e sul diverso modo usato dalle compagnie amatoriali per rappresentarne le opere.
Con la prima proposta, gli organizzatori hanno portato sul palco del teatrino uno dei lavori più famosi di Carlo Goldoni, le Baruffe Chiozzotte , recitate per l’occasione dalla compagnia "Tabula Rasa" di Verona, reduce da un impegnativo rodaggio al chiostro di Santa Maria in Organo nel corso della recente estate teatrale veronese.
Tutta colpa della "suca baruca", se la comunità di donne che lavora al tombolo in riva al canale in attesa del ritorno degli uomini dalla pesca perde la calma e trascina tutta la comunità in una serie infinita di baruffe. Toffolo Marmottina, battellante senza arte ne parte che nessuno vuole a bordo e che gira per le calli a importunare le putte, offre un po’ di zucca dolce a Lucietta, promessa sposa al pescatore Titta Nane. Unaltra ragazza, segreta spasimante dello stesso uomo, imbastisce una tela di pettegolezzi in cui tutti restano impigliati. Se le donne si limitano a lanciarsi improperi, gli uomini, una volta attraccata la tartana piena di pesce, passano alle vie di fatto. «Varda che te sbuso!» minaccia Titta Nane a Toffolo tirando fuori il coltello; «Ciapa!», ribatte l’altro lanciando una pietra. Nel parapiglia nessuno si fa male ma l’autorità costituita, rappresentata dal lustrissimo don Isidoro, cogitore del tribunale, è costretta ad intervenire.
E qui la fantasia diventa storia, perché Carlo Goldoni è stato davvero per qualche tempo impiegato nella cancelleria del tribunale di Chioggia e dal suo scranno ha potuto esaminare con la necessaria tranquillità il carattere sanguigno dei suoi amministrati.
Don Isidoro e l’avvocato e commediografo Carlo Goldoni sono la stessa persona e compiono lo stesso lavoro; il primo si dà la briga di comporre le liti, di mettere d’accordo i fidanzati riottosi, di ristabilire nel campiello la necessaria normalità, così come il secondo dispone i vari pezzi nella scacchiera del suo testo, fa scontrare e rappacificare i caratteri e porta tutto e tutti verso l’atteso lieto fine.
Commedia dalla struttura testuale perfetta, le Baruffe Chiozzotte è una macchina da teatro che raramente fallisce. Basta seguire il testo fidandosi del genio dell’autore per scatenare tutti i meccanismi necessari per far divertire il pubblico, sia che l’opera venga rappresentata alla metà del Settecento in un teatro della Serenissima o all’alba del terzo millennio alla periferia di una città industriale.
Gli attori della "Tabula Rasa", qui diretti da Giancarlo Dalla Mura, offrono una prova di grande generosità. Uomini e donne non si risparmiano - anche sul piano fisico - per rappresentare la furia con cui i protagonisti si scagliano l’uno contro l’altro. Particolarmente azzeccate le caratterizzazioni di Sara Callisto (Lucietta), Alessandra Adami (Checca) e Tiziano Dal Bianco (Padron Fortunato). Originali - e un po’ fuorvianti - le musiche di stampo arabo/partenopeo, forse per dire che le sceneggiate d’amore sono le stesse a qualsiasi latitudine.
A sipario calato, applausi prolungati e convinti.
 


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